La complessità della situazione richiede un lavoro di squadra tra diversi attori: i servizi socio-sanitari, la giustizia minorile e le comunità educative. Questo approccio multidisciplinare è essenziale per garantire la protezione, l’assistenza e la reintegrazione di questi ragazzi, ma non è sempre facile da mettere in pratica, soprattutto in un contesto così variegato come quello della provincia di Salerno.
Un’altra categoria vulnerabile sono i minorenni ucraini, che rappresentano una sfida ulteriore. Secondo l’UNHCR, circa il 21% dei ragazzi ucraini arrivati in Italia non è stato inserito nel sistema scolastico, trovandosi in una situazione di isolamento e precarietà. A questo si aggiungono i traumi legati alla guerra e alla migrazione forzata. Tuttavia, la ASL di Salerno ha notato che, nonostante i numerosi bisogni, l’accesso ai servizi sociosanitari da parte di queste famiglie è ancora piuttosto limitato, soprattutto in alcune aree come quella di Nocera Inferiore.
Il progetto R.I.T.M.I. 2 mira a colmare questo divario, migliorando la capacità del sistema di identificare e supportare i minorenni più a rischio. Si propone di rafforzare le procedure di valutazione e presa in carico dei MSNA, con un focus particolare su coloro che sono coinvolti in reati, aiutando i servizi a sviluppare risposte adeguate e personalizzate per ciascun caso. Allo stesso tempo, punta a facilitare l’integrazione dei minorenni ucraini, sostenendo inoltre le loro famiglie e creando percorsi di supporto più efficaci.






